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Il Governatore Enrico Pons

Introduzione
L’anno sociale non è ancora finito, ma è questa l’occasione di fare qualche considerazione su quello che è avvenuto. E stato un anno ricco e impegnativo, al di là dell’amaro in bocca per la Convention.

Nello spirito della continuità, e per avviare a conclusione lavori aperti l’anno scorso da Eugenio Gallera, ho mantenuto progetti e comitati nati l’anno scorso. E’ stato così per la Convention ovviamente, e poi per il Premio di Solidarietà, per il Progetto Unesco, per il Progetto i Lions e le Associazioni di Volontariato.
Continuità anche nei Service Internazionali, i Service di Rilevanza Nazionale, I Service Pluriennali, eccetera. Questi sono sempre gli stessi, e anzi alcuni si lamentano che si vedono sempre le stesse facce: è vero, ma la competenza e i contatti acquisiti non possono essere dispersi.

Tuttavia mi sembra che la parte più innovativa, quella alla quale abbiamo lavorato di più sia il rafforzamento del Distretto, con gli obiettivi:

• fermare la diminuzione dei soci
• potenziare l’immagine dei Lions con la comunicazione
• aumentare la qualità con la formazione

Vediamo però le condizioni al contorno, in particolare l’aspetto economico, perché questo può fare riflettere. Poniamoci quindi una domanda: ci stiamo impoverendo?

Ci stiamo impoverendo?
La risposta può essere ricavata dal Bilancio di Missione. E’ questo per me un tema molto caro. Per un'associazione come il Lions Club International, che fa del Volontariato e della Promozione Sociale la propria Missione, capire se gli scopi per cui il Lions Club si è costituito sono stati perseguiti e se gli obiettivi sono stati raggiunti è veramente un momento importante nella vita del Club e del distretto. E’ importante perché il gruppo dirigente è portato a fare una riflessione, cerca di valutare l’effetto delle varie attività, e prova a intravvedere quali azioni svolgere l’anno successivo. Questo è il compito del Bilancio di Missione.
Avevo affidato il compito di redigere il Bilancio di Missione distrettuale per il 2011-2012, l’ultimo anno di cui abbiamo i conti economici dei club, a Giorgio Rampoldi, ma egli non ha potuto portarlo a termine per la sua morte improvvisa.
Una parte comunque era già sviluppata e ho potuto recuperarla. E’ quella che riguarda la spesa per i Service. So bene che questa non è l’unica misura della nostra capacità di svolgere attività di servizio, perché molte sono sostanzialmente “a costo zero” ma richiedono un significativo impegno in ore, che la sola statistica economica non rileva. Tuttavia è una delle misure necessarie per capire come va.

Totale service Soci medi nell’anno €/socio
1999-2000 DG A. Coccia Visco € 846.000 2015 423
2004-2005 DG F. Pisani € 750.000 1683 457
2009-2010 DG W. Migliore € 651.000 1430 455
2010-2011 DG C. Di Stefano € 664.000 1383 480
2011-2012 DG E. Gallera € 527.000 1318 400

Oltre alla vertiginosa diminuzione dei soci degli ultimi 12 anni si vede che c’è stata una progressiva diminuzione delle spese per i service. Tale diminuzione è direttamente proporzionale al numero dei soci, e non alla capacità di raccolta per ciascun socio.
Si nota anche un fenomeno nuovo, cioè la diminuzione della capacità di contribuzione di ciascun socio. Mentre fino al 2011 non si poteva vedere un impoverimento, perché tra donazioni e raccolta fondi comunque un socio contribuiva per cifre addirittura crescenti nel tempo, con il 2012 le cose sono cambiate, e le cifre raccolte e spese in service sono diminuite del 15-20%. Quindi per la prima volta c’è stato un impoverimento.

E’ in questo contesto che parliamo di incremento del numero di soci, e dei risultati raggiunti pur nelle difficoltà economiche.

Il numero dei soci
Sono entrati ben 100 nuovi soci, ma ne sono usciti 85.

Con questo incremento netto, di 15, siamo andati in contro tendenza, come è stato riconosciuto dalla sede centrale, con la Winner Golden Medal.

In questo momento il fenomeno della continua diminuzione dei soci pare bloccato: a fine marzo siamo ancora superiori al valore di inizio dell’anno, assestandoci a 1300 soci. Ma i risultati si misureranno al 30 giugno.

Abbiamo lavorato con questa logica: è possibile che a Milano non ci siano 1000 persone che non sono iscritte a nessuna associazione, che non sono Lions, che non sono Rotary, che non sono Kiwanis, che non sono Soroptimist, ma che sono persone di qualità, non solo qualità professionale, o economica, ma anche qualità umana, incline alle azioni umanitarie e alle relazioni sociali? Io credo proprio che queste persone ci siano. Allora la domanda è : chi le va a cercare? Prima di tutto è responsabilità dei Presidenti di club, e quindi li abbiamo fortemente responsabilizzati con una azione capillare stimolandoli nell’orgoglio di restare Ib4, senza varcare la soglia dei 1.250 e con una forte attenzione al recupero dei valori ideali.
L’entrata di 100 nuovi soci va considerato un grande successo, ed è fondamentalmente merito dei Presidenti che si sono dati da fare, e hanno utilizzato gli strumenti forniti dal Distretto.

Ecco i punti di forza dell’operazione incremento soci:

Parleremo dopo di questi punti. Adesso vediamo l’altro lato della medaglia.

Ma sono andati via 85, e nei confronti di essi non abbiamo strumenti, né previsioni, né modalità di comunicazione. E’ un fenomeno nascosto, nebbioso, non prevedibile. A me non basta sapere che è un fenomeno mondiale, come abbiamo visto in una recente conferenza a Lubiana. A me occorre far sapere a tutti che l’unico strumento che abbiamo per combattere l’abbandono è tenere gli occhi aperti e sviluppare la partecipazione. Aumentiamo l’attenzione quando sentiamo che i soci sono distratti, assenti, contestatori. Cerchiamo di capire di più le loro incertezze. Queste persone le conosciamo, sono anche nostri amici, ma si stanno allontanando.

La comunicazione

Club satelliti e lo sviluppo della associazione

La esperienza svolta nel 2012-2013 è particolarmente interessante e mi auguro che sia perseguita. Sono stati realizzati due club satelliti, il Gorgonzola con Cassina, e il Vignate con Cassina, che si sono aggiunti al nuovo Club Gorgonzola.
L’esperienza della nascita del club satellite è sicuramente ripetibile, e se non siamo riusciti a far crescere un club a Carugate e uno a Pioltello è stato solamente per l’eccessivo impegno degli officer che avevano l’incarico e la incerta disponibilità dei club sponsor. La lezione che ho appreso è che non si possono imporre ai club, ma devono nascere da loro. Ma anche che bisogna perseverare e l’anno non è finito.
Costruire club satelliti è possibile e non è difficile. Un nucleo di 5-6 persone, un progetto da perseguire, una guida da parte del Club sponsor, un appoggio in termini di formazione.
Un club satellite in una cittadina di provincia? Bene.
Un club satellite di sole donne provenienti da una associazione femminile? Bene.
Un club satellite di ex Leo ormai trentenni? Bene.

La Formazione
Non temo di essere smentito se dico che un grande impulso è stato dato alla formazione. Sono stati raddoppiati i componenti del GLT e del GMT e sono stati fatti una grande quantità di incontri:

numero incontri = 7
ore dedicate = 84
persone coinvolte = 270

Dico questo in anticipo rispetto alla relazione che faranno gli amici del GLT e GMT perché siamo stati molto attenti alla qualità dei nuovi soci, sia nella fase di selezione, sia nella fase di formazione lionistica.

Importante anche il successo della Scuola dei Lions, con 5 conferenze che hanno richiamato moltissimi soci, anche di sabato mattina. Abbiamo avuto la visita di Massimo Fabio, di Castellana e Pasini, di Claudette Cornet, di Sabatosanti e Tatangelo, di Sirio Marcianò e Silvia Borsani.
E’ già in corso a cura del VDG Castellaneta la progettazione di un corso di formazione sulla Comunicazione con sessioni più strutturate.

Un particolare successo ha poi avuto il corso sui Lions Guida Certificati, tenuto dal PDG Antonio Galliano, nostro candidato come direttore internazionale, con l’aiuto di Cristina Ferrario.

Il clima dei Club
Ho insistito spesso, durante le visite del Governatore, sulla necessità di recupero dei valori ideali, che sono quelli dei diritti dell’uomo, che sono quelli della nostra etica, che sono quelli che si ritrovano negli scritti dei nostri padri nobili.
Ho spesso ripetuto che dobbiamo puntare a mantenere un animo nobile, innanzitutto non occupandoci solo del nostro interesse, dedicandoci agli altri attraverso i service, e anche nel comportamento cercando di raggiungere sì il risultato ma senza odiare l’avversario, bensì rispettandolo e riconoscendogli dignità.
Tuttavia abbiamo incontrato quest’anno alcuni casi in cui il clima dei Club si era deteriorato. Si è trattato sempre di conflitti tra persone dello stesso Club riguardo i diversi modi di interpretare la attività sociale e le mansioni affidate, talvolta sentendosi in concorrenza nello svolgimento della attività di servizio.
Abbiamo cercato con i VDG e i Delegati di zona di svolgere un certo ruolo di mediazione, con incontri personali e con il coinvolgimento delle parti, e quasi sempre il conflitto è stato assopito, se non sanato. Quando il clima si deteriora avvengono le scissioni, i soci migliori se ne vanno, gli altri continuano a litigare finché il Club non si chiude.
La nostra etica ci invita alla serenità, al rispetto reciproco, dice anzi di fare un passo indietro in caso di conflitto. C’è in essa una tensione verso la tolleranza, come base del nostro comportamento. Se avete litigato oggi, cercate il chiarimento domani.
In un documento recente ho scritto che la struttura deve cercare di arrivare al chiarimento e alla riconciliazione, senza nominare commissioni conciliatrici o arbitrati che lasciano ferite. Dobbiamo puntare al cuore della gente e al senso di missione sociale che si sta svolgendo.
Motivazioni, comportamenti, aspetti della vita di club che molto bene il PID Massimo Fabio ci presentò nella sua Lectio Magistralis nel mese di ottobre 2012. Parlammo anche della necessità di indipendenza dai partiti: io lo considero un vero punto di forza della nostra associazione, che ci rende più affidabili e meno soggetti alle tensioni fra le persone.

Alcune esigenze di cambiamento
Si manifestano esigenze di un maggior collegamento fra il Club e il Distretto, riducendo la distanza, tra il vertice e la base. Alla base c’è in alcuni Club, quelli più aperti, una ricerca di maggiore condivisione dei progetti con il distretto, una esigenza di sostegno e di diffusione delle iniziative.
E’ certamente un fatto positivo che va aiutato. Per il Governatore e il DG Team è un lavoro incredibile di raccordo, di consultazioni, di partecipazione: non c’è il tempo materiale di far tutto. Occorre avviare un processo di delega verso i presidenti di Zona. Su questo aspetto abbiamo ricevuto da parte di alcuni Club del Distretto richieste di rinnovamento precise.

Rivediamo il ruolo dei Presidenti di Zona, diamogli maggiore forza e maggiore continuità nel tempo. Fermo restando il principio di autonomia del Club, i presidenti di Zona dovrebbero svolgere con più incisività il loro ruolo. Questo potrebbe comportare anche una revisione della durata del mandato e delle modalità di scelta. Sono state fatte delle proposte, durata di 2 anni, creazione di un vice, elezione diretta da parte dei club della zona. Se ne parlerà nei prossimi mesi perchè l’analisi non è ancora completa.
Rinnoviamo il modo di fare le visite del Governatore, meno tempo per la cena, più tempo per la discussione sui programmi e sul club. Qui bisogna mettersi d’accordo con il Club, e decidere prima come impostare la visita. Niente lo vieta, possiamo dedicare tutta la serata alla discussione e ridurre la cena al minimo. Calibriamo di volta in volta le durate, come il Club propone.

Vediamo di fare un Service Distrettuale. Rileva una esigenza di una maggiore collaborazione fra i Club, assolutamente condivisibile, e il tentativo di sperimentare strumenti per arricchire i service.

Maggiore spinta verso i temi sociali, al mondo del lavoro giovanile e al mondo della scuola. Qui le esigenze vanno meglio qualificate, e tocca ai club fare le proposte perché sono più vicini al territorio.
Nel campo della Istruzione e della formazione professionale dei giovani segnalo l’importante successo del service Lifebility Award, che presentiamo a Taormina come service Nazionale, e che ha gemmato una proposta per i 5.000.000 di euro della rivista Lions, la proposta Arti e Mestieri. Vediamo a Taormina che risultato ci sarà.

C’è poi qualche modifica nella determinazione della quota sociale. Quest’anno ben 8 Club sono sotto i 500 euro, con una quota minima di 250. Chiaramente tutte le volte che i soci si incontrano dovranno pagare la cena, ma non sono vincolati a pagarla quando non sono presenti, e poi possono incontrarsi in maniera meno formale ma altrettanto coinvolgente senza fare l’abbonamento al ristorante. E’ semplicemente un modo diverso di gestire le spese. Donazioni e ricerca sponsor vanno continuate a parte, non c’entrano col ristorante.
Da un punto di vista psicologico, come ci ha detto Claudette Cornet, alla domanda: ma quanto costa essere Lions, è meglio dire 150 euro, piuttosto che 900 euro.

Si comincia a lavorare insieme
Avevamo evidenziato come molto spesso i club fossero chiusi in se stessi, con gravi momenti di isolamento e anche di ricambio di idee. Le abbiamo “le città murate”, vi ricordate? Ma alcuni esempi in controtendenza ci sono. Qualcosa si sta facendo.
• Lifebility Award
• Opera Cardinal Ferrari
• Pane Quotidiano
• Prevenzione Sanitaria

Sei motivi per andare a Taormina
Per ultimo voglio ricordare l’impegno di Taormina, il prossimo Congresso Nazionale di fine maggio. Il nostro Distretto ha l’interesse a partecipare per diversi motivi:
1. si vota per il candidato alla carica di Direttore Internazionale, per noi il PDG Antonio Galliano a cui chiedo di portare il saluto all’assemblea fra poco
2. si vota la candidatura di Milano come sede del Congresso Nazionale 2015, l’anno dell’Expo. Siamo in concorrenza con Rimini e Bologna. Chiederò fra poco di ratificare con il voto la candidatura presentata al congresso di Autunno.
3. Si vota per il Service Nazionale. Il Club Bramante 5 Giornate e altri hanno presentato Lifebility Award
4. Si presenta il progetto EXPO 2015
5. C’è una organizzazione del viaggio low cost

Infine
Un caro saluto a tutti, ma in particolare alla mia carissima Olga Poletti, segretario distrettuale, con cui ho condiviso tutto, e che per me è stata una intelligente consigliera e una grande amica.