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Teatro Filodrammatici17 Febbraio, Milano, Teatro Filodrammatici, 23 passi dalla Scala, aidWeb.org onlus invita i Lions milanesi ed i loro amici ad una serata musicale. L'intento è di promuovere aidWeb.org onlus e le sue attività nonché di indurre lions ed amici a contribuire allo sviluppo di questa associazione.

Primo “mistero”: quanti dei nostri lettori sanno o si ricordano di aidWeb.org, dei suoi servizi e delle recenti innovazioni ?

Pochi, temiamo.

Rimediamo : aidWeb nasce nel 2001, per iniziativa dei Lions lombardi dall'idea di una famiglia con un bimbo affetto da una terribile malattia rara.

All'inizio vuole essere un grande contenitore di dati sulle malattie rare, a cui si aggiunge subito uno spazio per le richieste di aiuto e di informazioni da parte di chi ne ha bisogno e per le risposte di chi ha maturato le relative esperienze. È il terzo portale generalista al mondo, il primo dedicato alle famiglie. All'epoca si contavano circa 5000 malattie rare e da subito si registrarono decine di migliaia di accessi al portale, che si stabilizzarono poi in 3-400 mila all'anno, più di mille al giorno!

In tempi recenti il servizio alle famiglie è stato reso più diretto e specifico, sulla scorta di accessi provenienti da oltre 60 Paesi si è introdotta la lingua inglese e pochi mesi fa è stato offerto aidWeb.org ai Lions europei, quale contributo dei Lions italiani al costituendo Comitato europeo dei Lions per le malattie rare.

Dalla costituzione di aidWeb.org le malattie rare censite sono diventate oltre 7000, le famiglie italiane coinvolte 3 milioni, quasi 40  milioni in Europa.

L'importanza di aidWeb.org risulta evidente e speriamo di aver contribuito a risolvere almeno in parte il primo mistero.

 

Ritorniamo alla sera del 17 Febbraio, a Milano ed al Filodrammatici.

Al pubblico intervenuto i due eccellenti artisti, la violinista Alessandra Romano ed il chitarrista Marco Battaglia offrono un programma  gradevolissimo, incentrato sulle composizioni da camera per violino e chitarra di inizio '800,  di  eccellente valore musicale.

Gli esecutori si erano dedicati con entusiasmo allo studio delle loro parti e dal palcoscenico hanno saputo trasmettere agli ascoltatori l'atmosfera dell'epoca degli autori ed i loro sentimenti: il Leitmotiv della serata era infatti “Un violino e una chitarra dall'Epoca di Paganini”.

Il pubblico, attento ed affascinato, ha saputo apprezzare le belle musiche e la sensibilità interpretativa degli artisti. Graditissimi gli immancabili bis.

 

Protagonista del programma è stato Nicolò Paganini con la n° 1 dal Centone di Sonate e la splendida Sonata Concertata n° 2.  Certamente era in ottima compagnia, infatti gli facevano da corona autori come Mauro Giuliani con il suo Gran Duo concertante e Francesco Molino con due Notturni .

Ma Paganini è pur sempre Paganini, e per giunta è stato presentato non soltanto come il solito inarrivabile virtuoso di violino, ma soprattutto come un raffinato autore di sonate per violino e chitarra, proiettato verso il nascente romanticismo. 

Forse non è un vero mistero, ma non tutti sanno che il primo strumento che il bimbo Nicolò ebbe fra le mani fu uno strumento a pizzico, un mandolino, e che solo dopo passò all'arco. 

Dopo i primi successi ottenuti come violinista, a 19 anni lasciò per un po' l'arco per dedicarsi allo studio della chitarra fino a diventarne un vero virtuoso. Per questo strumento compose oltre venti sonate in duo con violino, una ventina di quartetti, decine di ghiribizzi e variazioni su famosi temi del tempo.

Il “mistero” semmai è un altro e riguarda la sua capacità di distendere le dita sulle corde in modo estremo, quasi innaturale e la sua eccezionale agilità nel movimento delle mani, doti che gli consentirono, ovviamente insieme alla sua inesauribile fantasia, di esplorare e scoprire tecniche mai tentate prima di lui.

Si parlò all'epoca di un suo misterioso “patto con il diavolo”. E tanto vi credettero i suoi contemporanei (e non solo), che alla morte di Paganini il vescovo di Nizza vietò la sua tumulazione in terra consacrata.

In tempi più recenti si è formulata una spiegazione scientifica per il misterioso virtuosismo tecnico di Paganini : una .… “malformazione congenita” consistente nell'abnorme affusolamento delle dita, detta aracnodattilia e nota come sindrome di Marfan, gli avrebbe consentito posizioni estreme delle dita sulle corde degli strumenti. La sua aracnodattilia  avrebbe comportato in aggiunta un'ipermobilità delle dita, legata ad una lassità generalizzata dei legamenti, identificabile con la sindrome di Ehlers-Danlos.

Insomma dal punto di vista fisico le aveva tutte per diventare un virtuoso di strumenti ad arco ed a pizzico, ma senza la sua genialità non lo sarebbe mai diventato.

 

Terzo ed ultimo “mistero” della serata.

Come mai, con un obiettivo di promozione di rilevanza europea come il sostegno ad aidWeb.org onlus “insieme ai Lions contro le malattie rare”, con il patrocinio del Governatore, con una location ottima sotto tutti i punti di vista, con una dignitosa organizzazione, con un programma musicale adeguato ad intenditori ed allettante per profani, con un battage capillare (grazie Olga!), con un target di possibile pubblico di 1300 lions e relativi amici e parenti, con un duo di artisti collaborativi e bravissimi, con incantevoli strumenti d'epoca, con la prospettiva di un piacevole incontro finale tra artisti e pubblico, con spumante e chiacchiere e pur con l'invito ad una modesta contribuzione (fiscalmente detraibile), con tutto ciò non siamo riusciti a coprire nemmeno la metà dei posti disponibili ?

Dobbiamo tutti noi lions, gli organizzatori per primi, deciderci a fare un serio esame di coscienza.

E per ora questo mistero rimane irrisolto.

 

 Aladino