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Un compleanno del tutto particolare, per certi aspetti unico, quello organizzato il 26 aprile, per la Charter night 2016.

La location: ii Ristorante Savini, Sala Toscanini.

Lo stradivari: il "violon noir" del 1721, appartenuto a Jean Marie Leclair, oggi di proprietà del Maestro Guido Rimonda, violinista solista di successo, Direttore d'orchestra e fondatore del Viotti Festival di Vercelli.

La finalità: la raccolta fondi per i nostri services (un cane guida che verrà donato a Giugno di quest'anno, Lifebility, Theodora) coniugata con la bellezza tout court e con il piacere di stare insieme (un'arte a volte dimenticata) nel cuore delta tradizione milanese.

Ai numerosi ospiti intervenuti Rimonda ha saputo narrarsi e narrare, introducendo la storia misteriosa e intrigante del primo proprietario, Jean Marie Leclair, compositore e violinista celebre. Leclair, divenuto misantropo e isolatosi dal mondo, fu trovato dopa qualche mese assassinato nella propria abitazione (non si scoprì mai l'assassino): come ultimo gesto d'amore ii compositore francese stringeva ii suo pregevole Stradivari, lasciando un'impronta scura ancor oggi visibile: da allora divenne ii "violon noir".

Tante le notizie curiose: lo Stradivari, donato a Rimonda da una coppia di collezionisti, forse perché a lungo dimenticato, si rifiuto di suonare per ben cinque anni, malgrado i ripetuti tentativi. Tra le tante notizie, un vero e proprio scoop musicale: l'autore delta Marsigliese e in realtà un Italiano, il compositore e violinista piemontese Giovan Battista Viotti, di cui Rimonda e un grande cultore, arrivando appunto a fondare il Viotti Festival. Paradossalmente, Viotti era un musico di corte, amico della Regina Maria Antonietta. Ascoltando il "Tema e variazioni per violino e orchestra" del compositore italiano (brano concepito nel 1781, ben prima che la Marsigliese fosse ufficialmente creata da Rouget de Lisle) non ci sono dubbi: la melodia e quella della Marsigliese.

Le narrazioni sono state inframmezzate dall'esecuzione di alcuni brani musicali da Paganini a Viotti: momenti di grande emozione dove la bravura del Maestro si e fusa con la "voce" unica del violon noir, corposa e dolcissima insieme (non a caso definita da Giovanni Battista Somls "la voce di un angelo"). Serata straordinaria quindi, per certi versi preziosa: ii suono di uno Stradivari non lo dimentichi più, ti rimane dentro come l'eco di una bellezza compiuta.